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Trovato in: http://www.teleura.com/article/articleprint/91/-1/14/
Vivere l'età della sostenibilità: l'approccio ecologico all'abitare tra domotica e tecnologie approp
Anche in Italia si sta completando la realizzazione della prima cittadella residenziale del futuro, Colletta di Castelbianco, connotata e dal recupero del borgo abbandonato e dal conferimento, ad esso, di una nuova centralità attraverso l'infrastrutturazione telematica. A tale realizzazione va attribuito un forte carattere innovativo, proprio in relazione alle valenze metodologiche della stessa, che la rendono esemplificativa delle nuove potenzialità per un approccio ecosostenibile fortemente caratterizzato in termini di innovazione tecnologica.
Mauro Bertagnin, Clelia Mungiguerra
Università di Udine, Dipartimento di Ingegneria Civile. Viale delle Scienze 208, Udine.
| Il progetto di infrastrutturazione telematica del villaggio, nato da un'idea di Valerio Saggini è stato preceduto da una fase sperimentale di vendita dei nuovi moduli residenziali, con l'apertura di un apposito sito internet. La ripresa del sito e la sua diffusione e pubblicizzazione operata da alcune reti televisive estere, ha portato alla veloce alienazione di circa il 20% delle proprietà. I lavori di ristrutturazione, cominciati nel 1995, avranno termine nel 1999.
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LIVING THE AGE OF SUSTENABILlTY: THE ECOLOGICAL APPROACH TO HOUSING BETWEEN DOMOTIC AND APPROPRIATE TECHNOLOGIES.
The paper underline by means of analysis of several European case studies the ecological approach to housing in the age of sustenability.
Appropriate technologies, local and natural materials, natural resources saving, passive cooling, domotic and telematic work are some of the tools for creating a new housing at the year 2000 threshold.
The paper also intend to promote a deeper discussion and criticism on the sustenability in housing being this topic in Europe one of the most important goals of the new building culture based on the life-cycle analysis approach and on the ecological label for the new building products. The basic concept is that this kind of approach is able to create new typologies, new architectural forms and new housing and living models. The ecological approach is including also a new vision of the architectural restauration, based on the possibility to connect, by means of the telematic nets, small rural houses and villages in state of decay and spatial marginality due to the distance from the urban centers, creating new living and housing opportunities.
The ecological settlements proposed are in fact showing a new dimension of housing and a new perspective for the habitat in the third millennium in Europe as well as in Italy.
Attualità della residenza ecosostenibile in Europa.
Nel panorama delle realizzazioni residenziali degli ultimi decenni, connotato per quanta riguarda la residenza, da una progressiva perdita di qualità e da un crescente processo di sviluppo anomico e marginalizzazione degli insediamenti periferici, è possibile cogliere aspetti decisamente innovativi, a nostro parere, soltanto nelle realizzazioni che hanno posta al centro del progetto un nuovo rapporto con l'utenza e con il contesto in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile. Tale assunto appare tanto più vero se si considera il crescente interesse che si é manifestato, soprattutto nell'ultimo quinquennio, per quanto attiene a un approccio ecologico al costruire e all'abitare. Sulla spinta di grandi esperienze di recupero urbano partecipato delle periferie di città capitali come Berlino, basti pensare al quartiere Kreutzberg, si sono sviluppate, a livello europeo interessanti esperienze di progetto e realizzazioni di insediamenti sempre più connotati per le loro valenze ecosostenibili.
Esperienze esemplari di insediamenti residenziali recenti, improntati ai criteri della bioedilizia, come quella del quartiere Schafbrul a Tubinga, dell'insediamento Okosiedlung Gartnerhof a Gasendorf - Vienna, del quartiere Le Domaine de la Terre all'Isle d'Abeau - Lione e un nuovo quartiere di edilizia economica e popolare, costruito con criteri di bioedilizia in via Venier a Padova, dimostrano che esiste già, a livello europeo, la tendenza alla costruzione di una nuova residenza, connotata in termini di ecosostenibilità. (1)
Anche nell'intervento alla scala urbana si registrano, a livello internazionale, alcune esperienze innovative tese alla valutazione della progettazione urbanistica come nuovo strumento di azione nel contesto urbano, in una prospettiva ecosostenibile. I progetti per la riconfigurazione delle aree centrali di Boston, Dallas e Washington di Antony di Mambro e il suo recente piano per il parco di S.Giuliano a Mestre, pongono infatti al centro del progetto una nuova prospettiva di sviluppo che si potrebbe definire implosivo, rispetto alla classica propensione espansiva della città americana ed europea.
Accanto a questa nuova sensibilità, va registrato anche l'accresciuto interesse per un approccio più sano ed equilibrato all'abitare, promosso da! progetto Città Sane dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha proposto all'attenzione dei cittadini e degli amministratori delle diverse città europee, appartenenti alla rete di tale progetto, una serie di prospettive e di proposte che abbracciano vari ambiti operativi. Il progetto propone, infatti, lo sviluppo di una diversa organizzazione dello spazio urbano e insediativo in funzione dei giovanissimi (progetto la città dei bambini) oltre che la diffusione di una crescente sensibilità aile tematiche dell'indoor pollution e dell'abitare sano negli spazi domestici.
Queste diverse realtà configurano una nuova prospettiva nella quale la residenza, alle soglie del terzo millennio, sembra ridivenire il centro di una rivoluzione insediativa, frutto di una serie di opzioni innovative, rese disponibili dalla telematica, dalla domotica e da una nuova sensibilità al costruire ed abitare sano che è propria di un approccio ecologicamente consapevole e orientato a nuove valenze qualitative per la residenza.
In tale prospettiva va letta l'evoluzione del concetto dell'abitare collegato allo sviluppo della telematica e del suo ingresso, come fattore strutturante, nella vita quotidiana e nel vivere domestico.
I nuovi luoghi dell'abitare
Inevitabilmente anche i luoghi dell'abitare e i loro significati, hanno subito, nel corso del ventennio trascorso, delle significative modificazioni nell'ambito di quel fenomeno che, come afferma Branzi (2), può essere visto come catastrofe antropologica o straordinaria liberazione dai luoghi e dalle loro specifiche funzioni, conseguenti all'evoluzione applicativa degli strumenti telematici da parte della società, nel suo passaggio contraddittorio dalla fase industriale a quella postindustriale, che lo stesso autore sottolinea:
La nostra idea di allora [anni '60 n.d.r.] era che l'avvento degli strumenti elettronici nei processi di produzione avrebbe permesso di realizzare una Società del Tempo Libero, dove il Lavoro era di fatto scomparso. E ciò comportava Produzione Intellettuale di Massa e libera autodefinizione degli spazi abitativi. ... Ciò che si è realizzato oggi è quasi l'esatto contrario di ciò che allora si ipotizzava: l'avvento degli strumenti elettronici ha permesso di realizzare una Società del Lavoro Continuo dove il Tempo Libero è di fatto scomparso. In luogo della Produzione Intellettuale di massa si è attuata una produzione Elettronica di Massa: si lavora in ufficio, in casa, in strada, in viaggio, all'aeroporto, in vacanza. (Andrea Branzi, 1994).
Oltre alla tematica dell'edificio intelligente che ha percorso parte del panorama architettonico di questi anni di fine secolo, un crescente interesse si è manifestato in ordine alla modificazione dell'orizzonte domestico legata all'avvento delle nuove tecnologie e al miglioramento della qualità di vita e di lavoro attraverso il recupero di una nuova dimensione dell'habitat non più antitetica con i luoghi e le funzioni del lavoro (3). Le ricadute sull'architettura degli spazi domestici e sulle possibili modificazioni dei caratteri distributivi degli edifici, in relazione all'introduzione della telematica nella residenza, sono state al centro di un importante sperimentazione, denominata La maison du futur che ha raccolto nel 1988, dentro la Grande Halle della Villette, i progetti e le realizzazioni di moduli sperimentali pensati per verificare l'impatto sulla residenza della domotica, neologismo quest'ultimo, coniato in tale occasione per denominare l'impatto sull'ambiente domestico della telematica. (4)
L'applicazione delle tecnologie telematiche alla sfera lavorativa (5), quello che ormai viene definito come telelavoro, si pone infatti come risposta alla fuga dai luoghi metropolitani e alla ricerca di una dimensione ridotta dell'habitat. Liberata dai pesanti condizionamenti dovuti alla necessità di spostamento quotidiano per il raggiungimento dei luoghi di lavoro, l'attività lavorativa telematizzata, si pone oggi come uno dei possibili freni alla continua propagazione periferica della città. Parallelamente l'avvento e lo sviluppo delle nuove tecnologie telematiche rende possibile la sopravvivenza di realtà architettoniche e urbane minori collegate nuovamente con un sistema spaziale della centralità diffusa.
A fronte di questa nuova e/o ritrovata società della comunicazione a-spaziale è possibile la riproposizione della dimensione sociale del villaggio, in antitesi all'isolamento che, come evidenziato da alcuni studi sociali, può derivare in particolare in ambito metropolitano, dalla mancanza o riduzione dei rapporti interpersonali sul luogo di lavoro.
Colletta di Castelbianco: un villaggio telematico.
Dall'analisi di queste tematiche e e sulla scia di altre esperienze europee, anche in Italia si sta completando la realizzazione della prima cittadella residenziale del futuro, Colletta di Castelbianco (6), connotata e dal recupero del borgo abbandonato e dal conferimento, ad esso, di una nuova centralità attraverso l'infrastrutturazione telematica.
A tale realizzazione, a nostro parere, va attribuito un forte carattere innovativo, proprio in relazione alle valenze metodologiche della stessa, che la rendono esemplificativa delle nuove potenzialità per un approccio ecosostenibile fortemente caratterizzato in termini di innovazione tecnologica.
Il villaggio di Colletta, un antico borgo le cui origini risalgono al tredicesimo secolo, sito su un crinale roccioso a circa trecento metri sui livello del mare, si trova in provincia di Savona, a dodici chilometri da Albenga, al centro della Val Pennavaire. Completamente abbandonato da una trentina di anni, il borgo negli anni '40 contava una popolazione di circa 2000 abitanti.
Il progetto, curato dall'arch. Giancarlo De Carlo, prevede il recupero di questo borgo attraverso il restauro edilizio e urbano del complesso e la sua dotazione di sofisticate infrastrutture tecnologiche che consentano, ai futuri abitanti, di usufruire di una ampia gamma di risorse nel settore telematico e della telecomunicazioni.
Obiettivo del progetto è la concretizzazione della possibilità di "godere della pace e dell'isolamento" propri del villaggio, "oltre che della bellezza del territorio circostante, pur mantenendo i contatti con l'ambiente di lavoro ed in generale con le risorse informative" rese disponibili dalle varie reti.
Il progetto di infrastrutturazione telematica del villaggio, nato da un'idea di Valerio Saggini (7) è stato preceduto da una fase sperimentale di vendita dei nuovi moduli residenziali, con l'apertura di un apposito sito internet. La ripresa del sito e la sua diffusione e pubblicizzazione operata da alcune reti televisive estere, ha portato alla veloce alienazione di circa il 20% delle proprietà. I lavori di ristrutturazione, cominciati nel 1995, avranno termine nel 1999.
Il villaggio è inserito in un contesto ambientale di particolare valore, caratterizzato dalla tipica orografia a balze del territorio ligure che "disegnano" la morfologia dell'insediamento e le sue tipologie edilizie.
Giancarlo De Carlo ha riconosciuto in questa struttura il modo di aggregazione tipico di un organismo crostaceo, che cresce lentamente adattandosi al supporto. Ogni cellula si espande e si fonde infatti con quelle circostanti, in una sorta di libera crescita regolata solo dalle modeste dimensioni delle cellule conseguenti all'uso della pietra per i muri come per le volte. "Le varie abitazioni di fatto non hanno confini" possono "estendersi o ritirarsi una nell'altra per raggiungere nel tempo dimensioni diverse secondo le esigenze di chi abita". A questo livello si innesta anche la valorizzazione delle peculiarità bioclimatiche ed ecologiche dell'insediamento vernacolare di Colletta. Particolare è la possibilità per le abitazioni di fruire della risorsa luce-solare. Grazie infatti alla presenza dei molti dislivelli, ogni cellula prende luce da tutte le direzioni utili, mentre i gruppi di cellule, che compongono le abitazioni, si affacciano sui terrazzi, un tempo usati per essiccare i prodotti agricoli e che costituiscono a loro volta la copertura delle cellule sottostanti. Gli spazi aperti, i percorsi e gli slarghi hanno dimensioni e modalità aggregative analoghe agli spazi chiusi, in una oggi rara "corrispondenza tra aperto e chiuso, tra vuoti e pieni".
Il progetto ha previsto la realizzazione di alloggi di diverse metrature, realizzati nel rispetto e comprensione del "codice genetico che ha regolato la crescita del villaggio nel passato". Le singole cellule sono state quindi collegate in funzione delle nuove esigenze abitative e per quanto possibile, con attenzione alle prescrizioni normative in vigore. L'intero intervento è stato condotto riparando prima che sostituendo le parti consumate, evitando rotture, aggiunte o ingombri "che la qualità dello spazio non avrebbe sopportato". Lo stesso principio è stato seguito anche nell'inserimento dei sofisticati impianti tecnologici. "Progettando si è avuta la sorpresa di scoprire che gli adattamenti erano relativamente facili" a conferma "che un sistema antico di costruzione come quello della pietra, con le sue leggi precise perché legate alla natura dei materiali e alle tecniche per metterli insieme, sopporta meglio inserti di tecnologia avanzata e quindi leggera che inserti della tecnologia pesante ancora generalmente usata nell'edilizia contemporanea" (8).
Gli impianti di cui è stato dotato il borgo, nell'ottica della massima efficienza, sono costituiti da una serie multipla di apparati. In particolare si rileva la realizzazione di una rete locale con cablaggio a larga banda che consente l'allacciamento in ogni appartamento di telefono, videotelefono, fax, computer, per accesso diretto e di massimo livello alla rete 128 Kbs e videoconferenze, set-top-box per video on-line e televisione interattiva. A questo uso il vecchio cablaggio della Valle è stato sostituito, con il cablaggio in fibre ottiche attualmente in posa nelle principali città.
Il sistema telefonico comprensivo di una centrale telefonica digitale privata, di un sistema di messaggistica vocale digitale e di un sistema di fax-server, consente l'eliminazione della tradizionale segreteria telefonica e fax, all'interno di ogni singola abitazione.
Inoltre, un insieme di apparati per i servizi internet ed intranet consentendo un acceso agli abitanti paragonabile per velocità e qualità dei servizi, al tipo di accesso attualmente disponibile solo alle università e alle grandi aziende. Infine un sistema di televisione satellitare centralizzato permette la ricezione dei programmi irradiati agli odierni satelliti.
Una particolare attenzione è stata prestata anche alla verifica delle possibilità d'uso di attrezzature sportive, tutte accessibili nel raggio di circa 15 chilometri.
Il nuovo-vecchio villaggio è inoltre dotato di un ampio parcheggio posto al termine della strada di accesso, immediatamente fuori dal complesso edilizio in cui la particolare struttura urbana non consente il traffico veicolare.
"Per il suo carattere innovativo e la sua unicità il Progetto Colletta di Castelbianco si pone come esperienza pilota nei confronti di una pluralità di tematiche come il recupero ed il riuso degli antichi insediamenti rurali, il traffico ipertrofico che affligge le aree metropolitane e l'alienazione che ne deriva, l'inquinamento ambientale, l'avvento della società dell'informazione ed il telelavoro per non citarne che alcune", tematiche queste "tutte in qualche modo riferibili al problema della qualità della vita nella società post-industriale." (9)
Verso una residenza ecosostenibile.
Gli abitanti di questa cittadella telematica non saranno certamente le stesse attività e gli stessi modi di vita di coloro che hanno abitato e sviluppato il borgo e non saranno neanche turisti nel senso stretto del termine, ma persone o nuclei familiari che desiderano ritrovare un modo di abitare confortevole, "per lunghi periodi o per periodi di vacanza non necessariamente legati alle stagioni".
Una risposta particolarmente consistente si è avuta in particolare dal mercato estero, via internet, caratterizzato da acquirenti che già conoscono e usano, le più moderne tecnologie telematiche che applicate alla loro sfera lavorativa, ne consentono l'allontanamento fisico, anche per lunghi periodi, dalle sedi consacrate al lavoro.
Questa esperienza ci consente di individuare nell'infrastrutturazione telematica e nel telelavoro soluzioni praticabili per il recupero non solo architettonico del patrimonio rurale italiano, caratterizzato da contesti architettonici e ambientali di valore, costruiti secondo i criteri di un'antica ecologia del costruire propria degli insediamenti vernacolari. L'esperienza di Colletta dimostra inoltre come sia possibile l'inserimento di infrastrutture per la telemazione, nelle rigide forme architettoniche in maniera morbida senza creare danni al paesaggio, sia esso naturale o architettonico con l'opportuna attenzione all'inquinamento magnetico nell'ambito della singola abitazione e dell'insediamento. L'intervento si pone infatti
nella prospettiva di un approccio "pulito" all'ambiente, con la valorizzazione di risorse architettoniche, ambientali e umane rese nuovamente disponibili da una inversione semantica del luogo periferico.
E' dunque in questa duplice ottica che ci sembra possibile proporre la valutazione delle possibilità offerte dall'infrastrutturazione telematica al fine del recupero di altri centri, il cui abbandono è stato provocato dalla necessità di avvicinamento ai luoghi di lavoro.
Lo spunto per una riflessione su questo tema è offerto, ad esempio, dalla redazione dei recenti progetti per l’accesso ai finanziamenti CEE per lo sviluppo delle zone rurali (10), che interessano alcuni paesi del contesto montano e pedemontano del Friuli, in cui al pur attento recupero delle architetture decisamente peculiari come, tra gli altri, ad Andreis, Claut, Pofabbro, Erto, Casso, Tramonti, Sauris, anche a seguito degli eventi sismici, non è corrisposto un effettivo riutilizzo del patrimonio edilizio, perché le cause che ne hanno determinato l'abbandono ancora permangono.
Se non si possono certo ridare a questi luoghi le antiche funzioni scomparse in un più generale processo di trasformazione del mondo agricolo e rurale, diviene certamente necessario per un loro effettivo recupero e conservazione, immaginare nuove funzioni e nuovi ruoli, che ne valorizzino le caratteristiche storiche e architettoniche, anche grazie a una nuova possibile centralità attuabile mediante le moderne tecnologie telematiche.
Attraverso l'accesso al villaggio globale si possono oggi immaginare nuove dimensioni per un approccio ecosostenibile alla residenza, nel quale i nuovi e i vecchi insediamenti, siano in grado di riprodurre una diversa qualità residenziale frutto di una sommatoria di fattori, che combinati tra loro, sappiano restituire all'abitare e al costruire, quell'antico equilibrio tra uomo e natura garantito dalle architetture del passato, dai "costruttori prodigiosi" e ritrovabile ancor oggi nei "nuovi villaggi" e nei "nuovi quartieri" dell'era della sostenibilità.
Forse in queste esperienze, fortemente innovative ma nel solco del rispetto della tradizione insediativa locale vi sono i germi di una profonda trasformazione, autenticamente qualitativa, della residenza e di una "new age" dell'architettura che queste realizzazioni certamente preconizzano.
Note
1) Per una descrizione sui piano tipologico e tecnologico degli insediamenti citati cfr. M. Bertagnin, Bioedilizia. Progettare e costruire in modo ecologicamente consapevole, GB.Edizioni, Padova, 1996, pp 254-290 e S. Lironi, Ecologia dell'abitare, GB.Edizioni, Padova, 1996;
2) A. Branzi, "I luoghi del Lavoro Continuo", in Abitare n.333, ottobre 1994 pp.160-161;
3) L'abitazione e le sue trasformazioni, in relazione all'applicazione delle nuove tecnologie al mondo del lavoro, è stato recentemente tema del concorso fax-arch '96. La casa del telelavoro, come cambia l'orizzonte domestico con l'avvento delle nuove tecnologie e del mercato del lavoro promosso da CeSAech, Centro studi degli Architetti dell'Ordine di Roma e da Artel, prima rivista d'arte via fax, mentre le possibilità e i vantaggi derivanti dalle più recenti novità informatiche ed in particolare del Telelavoro ha portato, nel febbraio '96, alla nascita della Società Italiana del Telelavoro (SIT) con lo scopo di promuovere la conoscenza, lo sviluppo, la pratica e l'organizzazione del telelavoro. Tra gli obbiettivi della SIT vi è il riconoscimento del telelavoro non tanto come possibilità di "fare a casa quello che si faceva finora in ufficio" ma della libertà di la definizione e gestione personale dello spazio e del tempo lavorativo, compatibilmente con i tempi dei contatti. Per la Società Italiana Telelavoro vedi sito internet: http:// telelavoro. technapoli.interbusiness.it;
4) Per una disamina dei progetti presentati alla mostra parigina alla Grande Halle della Villette si veda in particolare: M. Bertagnin, "La maison pour demain e le case del futuro tra domotica e habitat intelligente a Habiter '88", in Parametro n.167, 188, pp. 26-31. Inoltre per un compiuto aggiornamento sulle tematiche relative all'infrastrutturazione telematica del territorio e alle sue ricadute sull'organizzazione dello spazio architettonico si veda in particolare W.J.Mitchell, City of bits, Space, Place and the Infobahn, Cambridge (Massachusetts) M.I.T. Press, 1995;
5) Relativamente a queste tematiche si veda: D. Ettighoffer, L'impresa virtuale, Padova, Ed. Muzzio, 1993 e T. Maldonado, Critica della ragione informatica, Feltrinelli, 1997;
6) "Colletta di Casteibianco" in Abitare n.338, marzo 1995, p.42; G. De Carlo, "Colletta di Castelbianco, Revivification of village in province of Savona", in The Architectural Review, n.1180, June 1995, pp. 83-88; G. De Carlo, "Colletta di Castelbianco: village reclamation projet", in Architectural design, n.11/12, November-December 1996, pp. 50-53; A. Mioni e E.C. Occhialini (a cura di), Giancarlo De Carlo. Immagini e frammenti, Milano, Electa, 1995, p.162; sito internet: http:// www.colletta.it;
7) Valerio Saggini che ringraziamo per le utili informazioni forniteci, ha coordinato il progetto con Stefania Belloni, in collaborazione con Telecom Italia S.p.a. per la telefonia-dati ed Acer S.r.l. per la parte informatica;
8) Le citazioni riportate nel testo sono tratte da: G. De Carlo, "Progetto architettonico. Un sistema crostaceo" in: http://www.colletta.it;
9) Per l'infrastrutturazione telematica del territorio e l’introduzione al progetto, "Dalla pietra at bit" e "Progetto Televillaggio. Colletta di Castelbianco: le infrastrutture di telecomunicazione" in: http://www.colletta.it;
10) Provvidenze comunitarie ai sensi del Regolamento CEE n.2081/93 e segnatamente dei fondi strutturali stanziati per lo sviluppo delle zone rurali (obiettivo 5b) programma operativo POP 1994/99, FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale). In particolare tale programma con applicazione 1994-1999 prevede diversi sottoprogramma: 1) Sviluppo e rafforzamento di piccole e medie industrie; 2) strutture di sostegno attività economiche; 3) Interventi ambientali per lo sviluppo economico; 4) Sviluppo del turismo; 5) Sviluppo e qualità nel settore della produzione e delle attività agricole; 6) Formazione delle risorse umane. Ogni programma è infine suddiviso in misure di diverso interesse.
[Marina Fumo e Francesco Polverino (a cura di), La residenza in Europa alle soglie del terzo millennio / The Living Building in Europe Toward the Third Millennium, Atti del convegno internazionale / International Symposium Proceedings, Napoli, 10 - 11 Ottobre 1997 / Naples, October 10 -11, 1997, Clean Edizioni, Napoli, 1997]