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Colletta di Castelbianco: il villaggio telematico
Dove troveranno posto tutte queste meraviglie in un futuro inflazionato dalla tecnologia? Abbiamo ormai intrapreso un percorso senza ritorno che ci allontana progressivamente e irrimediabilmente dalle nostre origini e dal fascino evocato dai nostri stupendi villaggi medioevali? LA STORIA Colletta è uno dei pochi esempi di villaggi liguri medioevali sopravvissuti alla lenta e inesorabile opera di distruzione del tempo. Le origini della borgata si fanno risalire a un periodo compreso tra il XIII ed il XIV secolo, come consuetudine di quel periodo il villaggio è stato edificato sulla sommità di un crinale, in corrispondenza di un'interessante posizione strategica nella valle Pennavaira in provincia di Savona. Una delle sue caratteristiche principali è quella di essere stato costruito utilizzando esclusivamente la pietra locale, particolare che ne consente la perfetta integrazione con il paesaggio circostante. A partire dal XIX secolo il borgo ha cominciato lentamente a svuotarsi sotto la spinta dell’emigrazione. IL PROGETTO E LE INFRASTRUTTURE L'architetto Franco Ferrarese nel corso di due decenni ha acquisito circa il 90% degli immobili di Colletta con l'idea di restaurare il borgo e trasformarlo in un villaggio vacanze. Nel 1991 la proprietà viene ceduta a una società immobiliare di Alessandria che affida il progetto di recupero architettonico all'architetto Giancarlo De Carlo, massima autorità internazionale nel campo del recupero. Nel 1992 Valerio Saggini, titolare della società milanese Teleura che cura il progetto di telematizzazione, propone di dotare il villaggio delle più moderne tecnologie informatiche e di telecomunicazione. L'idea non è più, quella di costruire seconde abitazioni da frequentare esclusivamente durante il fine settimana e nei periodi estivi; si vuole ripopolare il borgo con professionisti, imprenditori, dirigenti, che potranno trascorrere a Colletta periodi non necessariamente coincidenti con le ferie, mantenendo i contatti con le proprie attività ed eventualmente operando attivamente (telelavoro) in un ambiente che favorisce concentrazione e relax allo stesso tempo. Per raggiungere obiettivi così ambiziosi si è reso necessario fornire delle più moderne tecnologie attualmente disponibili sul mercato. Il progetto è stato curato e realizzato dalla società Teleura in collaborazione con Telecom Italia per la parte telefonia-dati. Tra le caratteristiche principali ci sono ovviamente l'accesso diretto alla rete Internet (attraverso una linea dedicata da 128 Kb/s) e a quella ISDN. Per l'occasione Telecom Italia ha provveduto, con largo anticipo rispetto al piano di diffusione nazionale, alla sostituzione del vecchio cablaggio in rame con il più moderno In fibra ottica attualmente in posa nelle principali città italiane. All’interno del villaggio è presente una centrale telefonica digitale privata integrata da un sistema di messaggistica vocale e da un sistema fax-server in grado di registrare e parcheggiare fax in arrivo 24 ore su 24 per redistribuirli poi all’utena quando richiesto. Non manca poi naturalmente un Web Server sul quale risiede il sito WWW di Colletta di Castelbianco (www.colletta.it) e una Intranet che offre vari servizi informativi. Il cablaggio interno al borgo, sviluppato dai Bell Laboratories di AT&T, è costituito da una dorsale in fibra ottica dalla quale si diramano dei doppini in rame non schermati (UTP) di categoria 5 verso gli appartamenti e supporta pienamente Io standard Ethernet 10BaseT. Tutte le connessioni sono già certificate per supportare eventuali upgrade Fast Ethernet 100BaseT e ATM. All'interno di ciascun appartamento trovano posto due prese telematiche doppie, ognuna cioè dotata di due connettori RJ 45: una per la fonia e una per i dati; non manca poi un connettore atto allo sfruttamento del sistema televisivo satellitare centralizzato. A Colletta non sono stati in ogni modo trascurati gli aspetti di socializzazione e intrattenimento perché l'informatizzazione non si riveli, come accaduto in altre realtà, un ulteriore fattore d’isolamento sociale: all’interno del borgo sono presenti un Internet Caffè (non potevano certamente mancare i terminali di collegamento per LA PAROLA AGLI ESPERTI Per saperne di più abbiamo intervistato il dott. Valerio Saggini, titolare della società Teleura che insieme alla dott.ssa Stefania Belloni ha curato la parte telematica del progetto: Quando saranno consegnati i primi appartamenti e per quando è prevista la terminazione dei lavori? Tra la fine di marzo e l'inizio di aprile di quest'anno. I lavori termineranno nel 2000, anno in cui costruiremo i parcheggi. Comprare casa a Colletta: solo un'occasione per distinguersi o un'interessante possibilità di telelavorare? Fino a questo momento chi ha comprato Io ha fatto perché ha apprezzato l'idea che sta alla base del progetto: vivere in un borgo medievale all'interno di un contesto naturale e paesistico di grande bellezza; avere la possibilità di trascorrere il proprio tempo in una dimensione finalmente libera dai ritmi spesso alienanti della città; intrattenere rapporti sociali semplici e diretti e in generale godere di quella qualità della vita che soltanto luoghi simili possono dare. Tutto questo conservando la possibilità di comunicare con tutto il mondo nella maniera più efficace, mantenendo i contatti con il proprio ambiente di lavoro e accedendo a risorse informative di qualunque genere. Colletta è un modello di recupero per altre realtà rurali o solamente l'esperimento di un'isola telematica? Una delle idee base di questo progetto è quella della sua replicabilità. Tanto è vero che l'idea del borgo telematico mi è venuta molto prima di sapere che esisteva Colletta. Colletta è stata l'occasione di tradurre l'idea in realtà verificandone la validità. L'Italia possiede un'immensa quantità di borghi, villaggi, casali e conventi abbandonati: un patrimonio di storia e cultura che rischia di scomparire se non si trova il modo di riportarvi la vita. Io mi auguro che la formula applicata a Colletta possa rivelarsi vincente anche altrove. Mi piace pensare che l'avvento dell'era dell'informazione renderà possibile il ritorno a questo genere di luoghi e che, di conseguenza, il fenomeno, per altro recente, dell'ipertrofia dei grandi aggregati urbani sia destinato a ridimensionarsi. Il modello è applicabile in altre realtà non completamente abbandonate? La realizzazione di questo tipo di progetti è irta di difficoltà e occorre valutarne caso per caso la fattibilità. È quello che stiamo facendo per altri insediamenti che ci sono stati proposti in seguito al successo dell'esperienza di Colletta. Colletta potrà essere utilizzato come base d'appoggio per eventuali sperimentazioni di nuove tecnologie? Si'. Colletta è un grande laboratorio in cui è possibile compiere interessanti esperimenti sia nel campo delle cosiddette "comunità cablate" che, per esempio, nel campo della televisione digitale. Stiamo lavorando ad un progetto di canale televisivo locale che ci permetterà di sperimentare le più recenti tecnologie di televisione interattiva, Internet TV e video-on-demand. Il pubblico italiano è pronto a recepire il messaggio trasmesso da Colletta? Questo progetto è partito nel 1991 quando di Internet praticamente non si parlava ancora, il telelavoro era una specie di chimera. Eravamo quindi consapevoli di essere in anticipo sui tempi. Ma non abbiamo mai dubitato che la direzione scelta fosse quella giusta. La risposta del mercato ci ha dato ragione: la maggior parte delle persone che hanno comprato o che hanno manifestato interesse all'acquisto è composta da soggetti che conoscono ed utilizzano la telematica quotidianamente e che hanno visto in Colletta una risposta alle loro esigenze. Possiamo dire di avere fornito una risposta alla domanda inespressa di una nicchia di mercato sconosciuta. Colletta offre appartamenti per telelavorare, ma l'industria e il terziario in Italia sono organizzati per questo tipo di collaborazione? In quali settori? In fase d'elaborazione del progetto ci siamo in parte rifatti, pur consapevoli del diverso contesto socioeconomico, al fenomeno statunitense delle "aquile solitarie". Si tratta di persone - professionisti, consulenti, manager, giornalisti, insegnanti, scrittori - che pur intrattenendo, proprio a causa del lavoro che svolgono, relazioni sociali molto intense e frequenti e pur compiendo spostamenti molto frequenti e di lunga gittata, decidono a un certo punto della loro esistenza di piantare le radici in luoghi isolati e di grande bellezza naturale, a condizione di poter disporre delle più avanzate risorse di telecomunicazione in modo da poter telelavorare in tutta tranquillità nelle pause tra un viaggio e l'altro. In Italia non si può ancora parlare di un fenomeno altrettanto rilevante ma i nostri clienti rappresentano sicuramente qualcosa d'analogo. Colletta sarà sfruttato prevalentemente come seconda residenza e anche in periodi non strettamente coincidenti con le canoniche vacanze, ritiene che in questo contesto offra sufficienti occasioni di socializzazione ed incontro per i residenti? Il recupero architettonico del borgo può cioè coincidere con il recupero di antiche consuetudini lontane dall'isolamento e dall' alienazione metropolitana? I nuovi abitanti non discenderanno evidentemente da quelli originari e quindi non potranno conservare ricordi del passato del luogo. Ma potranno sicuramente riappropriarsi di una dimensione di vita scandita da ritmi antichi, legata all'alternarsi del giorno e della notte, al susseguirsi delle stagioni ed a modelli di socializzazione ormai impensabili nelle grandi città. E il grande fascino del progetto Colletta sta proprio in questo: un villaggio del XIII secolo, spopolatosi in seguito all'avvento della modernità, ritorna in vita grazie alle tecnologie avanzatissime che segnano l'avvento dell'era post-moderna. [PC Pratico, aprile 1998] |
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