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Theremin, suonare e non toccare
Solo che l'orchestra - stavolta - è una scatola di legno da cui escono due semplici antenne: a destra una bacchetta dritta come nelle autoradio, a sinistra un anello in metallo. Dentro il cubo, un sacco di valvole o di transistor. È il theremin: il primo strumento elettronico del mondo. Il theremin: la voce lamentosa che ammalia centinaia di appassionati su Internet e nel pianeta (tra le migliaia di siti sul tema, il Web irradia dal Canada addirittura un Theremin Enthusiasts Club International); che ha ispirato un documentario negli Usa e che in Francia comincia ad essere suonato persino in chiesa; che anche il cannibale Hannibal usa nell'ultimo, recente volume - e vedremo l'imminente film... - della saga firmata da Thomas Harris; che ora vede l'uscita del primo Cd italiano interamente dedicato a lui: Concerto per Theremin, un live della virtuosa russa Lydia Kavina registrato in Liguria dalle Edizioni Teleura di Milano; e che - infine - a giorni conoscerà la nascita di una rivista bilingue italiano-inglese sul «rapporto fra arte e corpo umano» on line nel sito www.thereminvox.com. I profani ignorano di che si tratti. E così si negano il piacere di conoscere la spy story celata dietro al suo inventore: il geniale russo Léon Theremin, nato a San Pietroburgo nel 1896 e morto 7 anni fa a Mosca. Una vasta biografia scritta dal compositore Albert Glinsky e uscita ad ottobre in America ne colloca la vicenda tra «musica dell'etere e spionaggio», compilando dopo 13 anni di ricerche un ritratto che si vuole «definitivo» del singolarissimo scienziato-spia russo. Anzitutto Theremin si chiamava in realtà Termen, Lev Sergeievic Termen, e poco dopo la Rivoluzione d'Ottobre lavorava all'Istituto fisico-tecnico della sua città, svolgendo ricerche anche per l'Armata rossa. Aveva studiato fisica all'università, ma sapeva suonare molto bene il violoncello: ottimo curriculum per uno che nel 1920 doveva presentare a un congresso di elettrotecnici la termenvoksa o eterofono, prima e unica «scatola magica» delle note. Termen apriva i circuiti, collegava oscillatori e amplificatori, dava il tempo per scaldarsi alle valvole termoioniche (recentissima invenzione dell'epoca) e poi iniziava uno strano dialogo tra le sue mani e quelle antenne: che rispondevano al gesto muto modulando un suono venuto d'oltretomba. Si trattava di un gioco d'onde ad alta frequenza e la scoperta fece sensazione, non soltanto positiva. Insieme ai sostenitori, infatti (si dice che il regista Eisenstein volesse usarlo come colonna sonora di un suo film), un coro di proteste veementi contro la perversione della «musica elettrica» accompagnarono per un decennio le esibizioni internazionali dell'inventore. Intanto però alcuni compositori più «progressisti» si interessavano a quella melodia così nuova o addirittura componevano partiture apposite; così nel 1924 a Leningrado si eseguì un «Mistero sinfonico per termenvoksa e orchestra», scritto da un allievo di Steinberg. Finché quel suono penetrante e fascinoso, metà violino e metà umano, non giunse alle orecchie di Lenin; il quale prima propose all'autore di studiare un allarme elettronico per il Cremlino (!) e poi spedì il medesimo inventore in tournée estera col suo strumento, così da far propaganda ai "progressi scientifici della patria sovietica e socialista". Per una volta non si sbagliava: nella serata parigina, infatti, Termen registrò un successo enorme davanti a musicisti come Ravel e Respighi, con centinaia di persone tenute a bada dalla polizia fuori dal teatro in cui non erano riuscite ad entrare. Berlino, Francoforte, Londra, Dresda, Amburgo, Lipsia, Monaco... Ma si avvicinava ormai il momento in cui Termen sarebbe diventato Theremin. Nel 1928 infatti l'eclettico inventore (aveva studiato, tra l'altro, la tv a colori e i ponti anti-gravità) sbarca a New York, per presentare l'eterofono di fronte a Toscanini, Rachmaninov e Ford, e lì decide di fermarsi. Ufficialmente perché in Urss il clima era cambiato, dai primi tempi in cui gli esperimenti artistici d'avanguardia erano sostenuti e finanziati dal regime; ma - secondo il biografo Glinsky - con un secondo fine nettamente spionistico. Negli Usa Theremin dapprima fonda un'azienda per produrre l'eterofono, poi cede la licenza al colosso Rca. Potrebbe diventare ricco, ma la crisi di Wall Street nell'ottobre 1929 determina anche l'insuccesso commerciale del costoso theremin. Si tratta solo di un rinvio. L'inventore continua a perfezionare fantasiosamente la sua macchina, anche per facilitare la tecnica di esecuzione: suonare il theremin, infatti, è ancor oggi molto difficile e richiede migliaia di ore di pratica, tant'è vero che i virtuosi sono pochissimi: tra gli altri Clara Rockmore (oggi ultraottantenne), ex violinista russa che imparò la tecnica da Theremin stesso negli anni Venti, e la Kavina, pro-pronipote dell'inventore. Nascono così il modello con tastiera, il theremin-cello (uno strumento con l'impugnatura da violoncello), il generatore di ritmi rithmycon comandato dalla luce attraverso una fotocellula, addirittura il terpsitone: un sistema di antenne che, sistemate sotto un palco, permettevano ai ballerini di "creare" essi stessi la musica coi movimenti del corpo. Grande impressione anche nella critica suscita, nel 1932, l'esibizione alla Carnegie Hall di New York, in cui una ballerina «suona» l'Ave Maria di Gounod. Grazie a queste performances (e soprattutto all'invenzione di un antifurto elettronico...) Theremin diventa milionario, sposa una famosa ballerina di colore e gode di importanti amicizie nel mondo dell'arte e della finanza americana: i compositori Cowell, Varèse, Schillinger scrivono per lui; Lucie Rosen, moglie di un banchiere, gli assicura finanziamenti; Charlie Chaplin gli compra uno strumento; lo stesso Einstein duetta con lui al violino e tenta di trovare un'equazione che unisca musica e fisica. Ma nel 1938 l'«Edison sovietico» sparisce improvvisamente e viene a lungo creduto morto; solo molti anni più tardi, nel 1961, una citazione casuale su una rivista musicale russa rivela che Theremin è ancora vivo e abita a Mosca. Che cosa era successo? Secondo alcuni la «fuga» fu un'abile operazione della Nkvd (l'antenata del Kgb), che rapì l'inventore, per altri - come Glinsky - si trattò di un ritorno volontario in patria per sfuggire ai creditori. È certo peraltro che in Urss Theremin fu processato per «propaganda anti-sovietica» e spedito per 7 anni in un gulag siberiano; da cui venne ripescato per lavorare in un laboratorio segreto dove partecipò all'invenzione delle «cimici», le famose microspie: pare che un suo mini-microfono abbia funzionato per anni nell'ufficio dell'ambasciatore americano a Mosca. E torna il dilemma su Theremin spia costretta o volontaria. Comunque sia, è ancora negli Usa che - subito dopo la seconda guerra mondiale - avvengono due fatti capitali per le sorti dell'eterofono: Alfred Hitchcock e Billy Wilder lo usano in due film, facendo scoppiare a Hollywood la moda del theremin (soprattutto per le pellicole di fantascienza), e un certo Robert Moog - quattordicenne col pallino dell'elettronica - se lo costruisce in casa copiandone lo schema su una rivista. Moog sarà di lì a poco l'inventore del primo sintetizzatore musicale: il moog, appunto. E la Big Briar, industria americana di Bob Moog, costruisce tuttora vari modelli di theremin, vendendoli anche via Internet e in scatola di montaggio: bastano un clic e 299 dollari (poco più di mezzo milione) per farsi arrivare a domicilio il kit dell'«indimenticabile» strumento, completo di videocassetta dimostrativa. Theremin - che poi in patria è stato "riabilitato", dal 1966 ha lavorato al Conservatorio di Mosca sviluppando altri modelli (anche polifonici) della sua macchina e nel 1991 è tornato a visitare gli Stati Uniti - ha fatto in tempo a vedere il revival della sua creatura. Che è stata usata, per esempio, dai Led Zeppelin, dai Beach Boys, da Jean-Michel Jarre... L'inventore morirà infatti solo nel novembre 1993: il giorno dopo la «prima» del documentario Usa Theremin. Un'odissea elettronica, tutto dedicato alla sua incredibile storia. [Avvenire, 03 Gennaio 2001] |
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