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Vivere l'età della sostenibilità: l'approccio ecologico all'abitare tra domotica e tecnologie approp

Anche in Italia si sta completando la realizzazione della prima cittadella residenziale del futuro, Colletta di Castelbianco, connotata e dal recupero del borgo abbandonato e dal conferimento, ad esso, di una nuova centralità attraverso l'infrastrutturazione telematica. A tale realizzazione va attribuito un forte carattere innovativo, proprio in relazione alle valenze metodologiche della stessa, che la rendono esemplificativa delle nuove potenzialità per un approccio ecosostenibile fortemente caratterizzato in termini di innovazione tecnologica.

Mauro Bertagnin, Clelia Mungiguerra
Università di Udine, Dipartimento di Ingegneria Civile. Viale delle Scienze 208, Udine.

Il progetto di infrastrutturazione telematica del villaggio, nato da un'idea di Valerio Saggini è stato preceduto da una fase sperimentale di vendita dei nuovi moduli residenziali, con l'apertura di un apposito sito internet. La ripresa del sito e la sua diffusione e pubblicizzazione operata da alcune reti televisive estere, ha portato alla veloce alienazione di circa il 20% delle proprietà. I lavori di ristrutturazione, cominciati nel 1995, avranno termine nel 1999.

LIVING THE AGE OF SUSTENABILlTY: THE ECOLOGICAL APPROACH TO HOUSING BETWEEN DOMOTIC AND APPROPRIATE TECHNOLOGIES.


The paper underline by means of analysis of several European case studies the ecological approach to housing in the age of sustenability.

Appropriate technologies, local and natural materials, natural resources saving, passive cooling, domotic and telematic work are some of the tools for creating a new housing at the year 2000 threshold.

The paper also intend to promote a deeper discussion and criticism on the sustenability in housing being this topic in Europe one of the most important goals of the new building culture based on the life-cycle analysis approach and on the ecological label for the new building products. The basic concept is that this kind of approach is able to create new typologies, new architectural forms and new housing and living models. The ecological approach is including also a new vision of the architectural restauration, based on the possibility to connect, by means of the telematic nets, small rural houses and villages in state of decay and spatial marginality due to the distance from the urban centers, creating new living and housing opportunities.

The ecological settlements proposed are in fact showing a new dimension of housing and a new perspective for the habitat in the third millennium in Europe as well as in Italy.

Attualità della residenza ecosostenibile in Europa.


Nel panorama delle realizzazioni residenziali degli ultimi decenni, connotato per quanta riguarda la residenza, da una progressiva perdita di qualità e da un crescente processo di sviluppo anomico e marginalizzazione degli insediamenti periferici, è possibile cogliere aspetti decisamente innovativi, a nostro parere, soltanto nelle realizzazioni che hanno posta al centro del progetto un nuovo rapporto con l'utenza e con il contesto in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile. Tale assunto appare tanto più vero se si considera il crescente interesse che si é manifestato, soprattutto nell'ultimo quinquennio, per quanto attiene a un approccio ecologico al costruire e all'abitare. Sulla spinta di grandi esperienze di recupero urbano partecipato delle periferie di città capitali come Berlino, basti pensare al quartiere Kreutzberg, si sono sviluppate, a livello europeo interessanti esperienze di progetto e realizzazioni di insediamenti sempre più connotati per le loro valenze ecosostenibili.

Esperienze esemplari di insediamenti residenziali recenti, improntati ai criteri della bioedilizia, come quella del quartiere Schafbrul a Tubinga, dell'insediamento Okosiedlung Gartnerhof a Gasendorf - Vienna, del quartiere Le Domaine de la Terre all'Isle d'Abeau - Lione e un nuovo quartiere di edilizia economica e popolare, costruito con criteri di bioedilizia in via Venier a Padova, dimostrano che esiste già, a livello europeo, la tendenza alla costruzione di una nuova residenza, connotata in termini di ecosostenibilità. (1)

Anche nell'intervento alla scala urbana si registrano, a livello internazionale, alcune esperienze innovative tese alla valutazione della progettazione urbanistica come nuovo strumento di azione nel contesto urbano, in una prospettiva ecosostenibile. I progetti per la riconfigurazione delle aree centrali di Boston, Dallas e Washington di Antony di Mambro e il suo recente piano per il parco di S.Giuliano a Mestre, pongono infatti al centro del progetto una nuova prospettiva di sviluppo che si potrebbe definire implosivo, rispetto alla classica propensione espansiva della città americana ed europea.

Accanto a questa nuova sensibilità, va registrato anche l'accresciuto interesse per un approccio più sano ed equilibrato all'abitare, promosso da! progetto Città Sane dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha proposto all'attenzione dei cittadini e degli amministratori delle diverse città europee, appartenenti alla rete di tale progetto, una serie di prospettive e di proposte che abbracciano vari ambiti operativi. Il progetto propone, infatti, lo sviluppo di una diversa organizzazione dello spazio urbano e insediativo in funzione dei giovanissimi (progetto la città dei bambini) oltre che la diffusione di una crescente sensibilità aile tematiche dell'indoor pollution e dell'abitare sano negli spazi domestici.

Queste diverse realtà configurano una nuova prospettiva nella quale la residenza, alle soglie del terzo millennio, sembra ridivenire il centro di una rivoluzione insediativa, frutto di una serie di opzioni innovative, rese disponibili dalla telematica, dalla domotica e da una nuova sensibilità al costruire ed abitare sano che è propria di un approccio ecologicamente consapevole e orientato a nuove valenze qualitative per la residenza.

In tale prospettiva va letta l'evoluzione del concetto dell'abitare collegato allo sviluppo della telematica e del suo ingresso, come fattore strutturante, nella vita quotidiana e nel vivere domestico.

I nuovi luoghi dell'abitare


Inevitabilmente anche i luoghi dell'abitare e i loro significati, hanno subito, nel corso del ventennio trascorso, delle significative modificazioni nell'ambito di quel fenomeno che, come afferma Branzi (2), può essere visto come catastrofe antropologica o straordinaria liberazione dai luoghi e dalle loro specifiche funzioni, conseguenti all'evoluzione applicativa degli strumenti telematici da parte della società, nel suo passaggio contraddittorio dalla fase industriale a quella postindustriale, che lo stesso autore sottolinea:

La nostra idea di allora [anni '60 n.d.r.] era che l'avvento degli strumenti elettronici nei processi di produzione avrebbe permesso di realizzare una Società del Tempo Libero, dove il Lavoro era di fatto scomparso. E ciò comportava Produzione Intellettuale di Massa e libera autodefinizione degli spazi abitativi. ... Ciò che si è realizzato oggi è quasi l'esatto contrario di ciò che allora si ipotizzava: l'avvento degli strumenti elettronici ha permesso di realizzare una Società del Lavoro Continuo dove il Tempo Libero è di fatto scomparso. In luogo della Produzione Intellettuale di massa si è attuata una produzione Elettronica di Massa: si lavora in ufficio, in casa, in strada, in viaggio, all'aeroporto, in vacanza. (Andrea Branzi, 1994).

Oltre alla tematica dell'edificio intelligente che ha percorso parte del panorama architettonico di questi anni di fine secolo, un crescente interesse si è manifestato in ordine alla modificazione dell'orizzonte domestico legata all'avvento delle nuove tecnologie e al miglioramento della qualità di vita e di lavoro attraverso il recupero di una nuova dimensione dell'habitat non più antitetica con i luoghi e le funzioni del lavoro (3). Le ricadute sull'architettura degli spazi domestici e sulle possibili modificazioni dei caratteri distributivi degli edifici, in relazione all'introduzione della telematica nella residenza, sono state al centro di un importante sperimentazione, denominata La maison du futur che ha raccolto nel 1988, dentro la Grande Halle della Villette, i progetti e le realizzazioni di moduli sperimentali pensati per verificare l'impatto sulla residenza della domotica, neologismo quest'ultimo, coniato in tale occasione per denominare l'impatto sull'ambiente domestico della telematica. (4)

L'applicazione delle tecnologie telematiche alla sfera lavorativa (5), quello che ormai viene definito come telelavoro, si pone infatti come risposta alla fuga dai luoghi metropolitani e alla ricerca di una dimensione ridotta dell'habitat. Liberata dai pesanti condizionamenti dovuti alla necessità di spostamento quotidiano per il raggiungimento dei luoghi di lavoro, l'attività lavorativa telematizzata, si pone oggi come uno dei possibili freni alla continua propagazione periferica della città. Parallelamente l'avvento e lo sviluppo delle nuove tecnologie telematiche rende possibile la sopravvivenza di realtà architettoniche e urbane minori collegate nuovamente con un sistema spaziale della centralità diffusa.

A fronte di questa nuova e/o ritrovata società della comunicazione a-spaziale è possibile la riproposizione della dimensione sociale del villaggio, in antitesi all'isolamento che, come evidenziato da alcuni studi sociali, può derivare in particolare in ambito metropolitano, dalla mancanza o riduzione dei rapporti interpersonali sul luogo di lavoro.


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